Quello che facciamo è ILLUDERCI - The Make Up Artist School

Quello che facciamo è ILLUDERCI

Qualche tempo fa, ad un open day, dopo la mia performance, avevo invitato i ragazzi a farmi domande aperte. Ovviamente mi aspettavo quesiti in merito al lavoro svolto, alle tecniche adoperate e via dicendo. Invece:
“So che hai una figlia. Quindi è possibile avere una famiglia per chi fa questo lavoro?”
Non mi aspettavo una domanda simile, in un contesto del genere, ma dopo alcuni secondi riposi e dissi loro che…
Sì, è possibile avere una famiglia, poiché le cose che contano sono Organizzazione e Cuore.

Riusciamo a fare tutto ciò che desideriamo se Organizziamo il nostro tempo in base a ciò che il cuore ci chiede. Quella domanda, che quel giorno mi apparì curiosa, in effetti rappresenta un po’ la sostanza della nostra vita: il conflitto interiore per l’autodeterminazione.
Ossia: a cosa sei pronta a rinunciare per Essere te stessa?
Ma è una domanda che non ti farai da sola. Ci penserà il tempo.

LA SCENA SI ANIMA

Quando ero piccola, mi piaceva molto passare del tempo a casa di mia nonna; oggi mi ritengo fortunata di questa scelta genuinamente inconsapevole, poiché la quotidianità dei nonni ci mantiene vicini alle Radici: come se, inconsciamente, assimilassimo tutte le informazioni necessarie su chi siamo e Cosa vogliamo diventare. Paure ed aspirazioni vengono fuori da sole, per indirizzarti.
Ed è proprio a casa di nonna, infatti, che mi sedevo in un angolo a guardare mio zio dipingere. Mio zio dipingeva Caravaggio, era molto vicino alla pittura classica, la stessa che ha poi ispirato il mio lavoro e l’uso dei colori per la creazione della “luce”.
Man mano che lui lavorava alla tela, le immagini venivano alla luce e poi crescevano, come delle creature destinate a prendere vita. Non posso dimenticare quella sensazione: improvvisamente, mi sembrava di essere di fronte ad una scena animata.
E questa, cari lettori, è l’Illusione, ossia la modifica dell’immagine affinché venga percepita in modo differente dal reale.
E non è forse ciò che fa il Make Up? Pensateci. Pensate, ad esempio, alle tecniche di Contouring per il viso: se fatte bene, le linee discontinue nasconderanno l’ARTIFICIO, a vantaggio di un’immagine “naturale”, modificando la percezione di chi ti guarda.
Proprio come accade per certe sculture, la cui Tridimensionalità crea tutta l’illusione necessaria a farle apparire Scene Reali, quasi in movimento. Ne è un esempio Il Cristo Velato, uno dei capolavori artistici della nostra città.

USAVO I COSMETICI PER DIPINGERE I MIEI QUADRI

Ai tempi delle medie, una prof. disse a mia madre che avrei dovuto frequentare il Liceo Artistico o un Istituto d’arte, sulla base delle mie attitudini. Mia madre, tuttavia, non era d’accordo; come la maggior parte dei genitori, preferiva che io scegliessi una via più concreta, più pragmatica…e meno astratta, per così dire, rispetto a quello che può essere L’Arte. Per cui, non mi iscrissi al Liceo Artistico, ma a quello psico-pedagogico.
Tuttavia, prima o poi, le nostre correnti interiori ci spingono sempre di più verso il Nostro Posto, in questo mondo. E in tarda età (mettiamola così) mi iscrissi all’Accademia delle Belle Arti.
Mia figlia aveva sei anni ed io già lavoravo a pieno regime nel mondo del Make Up. Avevo seguito, qualche anno prima, un corso di Make Up in Inghilterra, senza tuttavia, essere pienamente soddisfatta delle mie conoscenze. Sentivo che mi mancava qualcosa, un tassello fondamentale nel mio percorso. E quella cosa, poi ho capito, era la Progettualità.
L’Accademia mi ha insegnato a dare un progetto al mio lavoro, a crearne lo scheletro, in un certo senso. Ma non solo. Ho imparato che tutto quello che costituisce il Make Up è Arte e deve necessariamente esserlo: la conoscenza dei colori, delle tecniche e soprattutto del chiaro-scuro mi ha permesso di adoperare i cosmetici in modo da bilanciare luce e spessore per poter “costruire” un lavoro finemente pensato. La tecnica del chiaro-scuro, ha il compito, in un dipinto, di definire e finire il disegno, dandogli spessore e tridimensionalità. Allo stesso modo, l’uso del chiaro-scuro nel make up può definire un volto, facendolo apparire più sottile o più giovane.

Iniziai, quindi, ad usare i cosmetici per dipingere delle tele; univo i colori, giocavo con essi, spostavo la luce come volevo: sperimentavo, insomma; unendo la tecnica alla mia visione del mondo, ossia alla mia creatività.
Non tutti sanno che le tecniche pittoriche, in effetti, sono simili al Make up e che gli stessi acquarelli e acrilici sono affini, per composizione, ai cosmetici.
Senza dubbio, non sono stati anni semplici quelli dell’Accademia: ero madre, lavoravo a pieno ritmo e frequentavo i corsi.
Ricordo che ho fatto l’esame di Estetica, con mia figlia, seduta alle mie spalle, che mi lanciava palline di carta nel cappuccio del cappotto. Ma, come ho detto prima, si può fare tutto se ti organizzi la giornata.

PERCHE’ LA SCUOLA DI MAKE UP ARTIST

Quando lavoravo da libera professionista, spesso cercavo collaboratori esterni che potessero aiutarmi durante qualche giornata più impegnativa; siccome non è facile trovare questo genere di supporto, allora mi rivolgevo alle scuole di Make Up, nelle quali mi aspettavo di trovare persone che Sapessero, indubbiamente, lavorare nel settore.
Ebbene, non era così.
Non riuscivo a trovare quasi in nessuno l’unione tra la tecnica, l’ispirazione personale e la professionalità: è facile trovare qualcuno che sappia truccare, ma è difficile trovare chi sappia Creare.
Per cui, l’idea di progettare una scuola di Make Up Artist che formasse a tutto tondo i propri allievi: non solo tecnica, ma ispirazione.
Per poter essere un vero Make Up Artist devi conoscere sì le tecniche di trucco, ma anche i colori, la storia della moda, l’evoluzione del costume, le tecniche della fotografia e via dicendo.
Se riesci a Formare completamente una persona, hai creato un Professionista. In caso contrario, si tratterà solo di un aspirante di settore, molto vicino al dilettantismo.
Per poter valorizzare un volto, o anche semplicemente uno sguardo, bisogna saper usare bene la Luce, cambiare la sua direzione, analizzare ogni lineamento di quel volto.

In quel momento, tu non stai Truccando un viso, ma ne stai Valorizzando l’identità.

La mia scuola, pertanto, è sì un traguardo professionale, ma è soprattutto una struttura dinamica che cerca di insegnare ai propri allievi di mettere in discussione il proprio punto di vista, per trasformarlo e ri-crearsi ogni volta, in base alla propria ispirazione, e senza mai perdere di vista la professionalità.

 

 

 

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